Sul valore rituale

On ritual value
21/05/2018 - 09:45

 

Era da molto tempo che non facevo più vigilia. Così quel venerdì al ristorante, non ho mangiato carne. Sebbene in quella cucina rurale di montagna fosse la specialità della casa – e la padrona l’avesse fieramente suggerita.

Non un grande sacrificio, si potrebbe dire. D’altronde dei ravioli alle erbe fatti in casa ed una generosa porzione di porcini fritti non sembravano un dispetto. Così, rapito da un breve ragionamento, ho pensato che fosse un gesto da poco, razionalmente persino ridicolo. Mentre in sala spandeva un forte sentore di funghi freschi ed olio caldo ho pensato alla meschinità di tutto questo.
Eppure stranamente, dopo aver ordinato, mi sono sentito diverso, lieve. Come investito di nuova linfa vitale, ho preso a conversare amabilmente, a parlare di storie e progetti come non facevo da tempo. Ho notato la stessa condizione nel mio amico commensale: parole leggere e belle come farfalle, piacere di condividere con semplicità un tempo comune, assieme. Hic et nunc. Abbiamo dunque  vissuto un tempo altro, metafisico, dettato dalle ragioni dello spirito. Una forza nuova.
Poi la giornata è andata avanti, un appuntamento di lavoro dopo l’altro. Distrattamente non ci abbiamo più pensato. Se non che, dopo una serie portentosa di successi professionali il pensiero è tornato a quella scelta, apparentemente così poco influente.
Non è stato il gesto in sé, ci diciamo, quanto l’effetto che questo ha recato su di noi. Poiché abbiamo deciso di intraprendere una via alta, sacra, dove è lo spirito a dettare le regole e non gli elementari appetiti e l’indistinto della materia.
La coscienza di essere nel ‘giusto’, o meglio di praticare un ‘fare sacro’, può avere un valore risolutivo per la nostra vita – poiché la investe di un senso ulteriore che spezza le catene puramente causali e meccanicistiche. Non ne sono rimasti molti, di questi momenti, nella nostra prassi quotidiana: gesti ed azioni rituali che ricordano il rapporto col divino e che gettano un ponte con un mondo superiore ed altro.
E che, peraltro, ci cambiano intimamente e ci rivestono di una nuova luce.

Ascolto consigliato, Franco Battiato, “L’ombra della luce”

 

 

 

 

 

It had been a long time since I had kept the fast. So that Friday at the restaurant, I didn’t eat meat. Although in that rural mountain restaurant it was the house specialty – and the owner had suggested it rather definitely.

Not a great sacrifice, one could say. On the other hand, homemade ravioli with herbs and a generous portion of fried porcini was no punishment. So, convinced by a quick bit of thinking, I thought it was a small gesture, even ridiculous from a rational point of view. While there was a strong hint of fresh mushrooms and hot oil in the room, I thought about the meanness of it all.
Yet strangely, after ordering, I felt different, light. As if filled with new life blood, I began to converse amiably, to talk about stories and projects as I had not done for a long time. I noticed the same condition in my diner companion: light and beautiful words like butterflies, the pleasure of sharing a time together in all simplicity. Hic et nunc. We had therefore shared and lived a different, metaphysical moment of time, dictated by the reasons of the spirit. A new strength.
Then the day went on, one business appointment after another. Distracted we did not think about it anymore. Except that, after a series of portentous professional episodes the thought came back to that choice, apparently so unimportant.
It was not the act itself, we told ourselves, which had had this effect on us. Since we had decided to undertake a high, sacred way, where the spirit dictates the rules rather than the elementary appetites or the vagueness of matter .
The consciousness of being in the “right”, or rather of practicing “making sacred”, may have a decisive value in our lives – because it gives us a higher sense that breaks purely mechanistic and causal chains. There are not many of these moments left in our daily practice: gestures and ritual actions that recall us to our relationship with the divine and that create a bridge with a higher world and more.
And that, moreover, change us intimately and lend us a new light.

Recommended listening, Franco Battiato, L’ombra della luce